Il gatto si lecca la pancia fino a diradare il pelo: cosa sta succedendo

Sep 27, 2026

Un giorno lo prendi in braccio e te ne accorgi. La pancia è quasi glabra e l'interno delle cosce diradato, eppure la pelle sottostante appare perfettamente sana, senza rossore e senza croste. Sembra una perdita di pelo mentre si tratta di un fenomeno diverso, perché il gatto quel pelo non lo sta perdendo: se lo sta tagliando. La lingua del gatto è ricoperta di papille cornificate, le piccole spine rivolte all'indietro che avverti quando ti lecca. Costituiscono uno strumento di toelettatura molto efficace e, se il leccamento diventa insistente, tranciano il pelo alla base anziché sradicarlo.

 

Tre piste, in ordine di frequenza

Prima di esaminarle occorre chiarire un punto. Il leccamento eccessivo risponde quasi sempre a un prurito e non a un vizio comportamentale, e nel gatto il prurito rimane in genere invisibile, dal momento che raramente si manifesta con grattate rumorose come accade nel cane.

 

Prima pista: i parassiti

È la causa più frequente ed è anche quella che i proprietari escludono per primi, spesso a torto. Le pulci arrivano da altri animali oppure da scarpe e vestiti, e in un gatto sensibile ne basta una per innescare una reazione, perché il problema non riguarda il numero ma l'ipersensibilità alla saliva del parassita.

La distribuzione tipica interessa il dorso, quindi base della coda e groppa, ma proprio leccandosi il gatto rimuove sia le pulci sia le loro tracce. Non trovare nulla, di conseguenza, non esclude nulla.

 

Seconda pista: l'allergia

Può riguardare acari della polvere, pollini, muffe oppure una componente della dieta. Nel gatto le allergie si esprimono attraverso quattro quadri ricorrenti: l'alopecia da leccamento di cui stiamo parlando, la dermatite miliare, ossia piccole crosticine puntiformi che si percepiscono passando la mano lungo la schiena, le lesioni rilevate del complesso eosinofilico su labbra e addome, e infine il prurito intenso di testa e collo.

Da settembre l'esposizione agli allergeni domestici aumenta, perché con le finestre chiuse e i riscaldamenti accesi il gatto trascorre più ore a contatto con tessuti e tappeti.

 

Terza pista: lo stress

Nel gatto, lo stress amplifica direttamente il leccamento: un trasloco, l'arrivo di un altro animale, lavori in casa, un cambio di orari oppure risorse insufficienti, come poche lettiere o l'assenza di un punto in alto dove ritirarsi, aumentano la frequenza della toelettatura, alla quale spetta anche una funzione autoconsolatoria.

Raramente però lo stress agisce da solo. Molto più spesso si somma a un prurito già presente e abbassa la soglia oltre la quale il gatto inizia a leccarsi.

 

Lavorare su pelle e intestino insieme

Poiché i due fronti risultano collegati, quando il quadro si ripresenta ha senso affrontarli contemporaneamente, ed è la logica della Soluzione Prurito Gatto.

Sul versante cutaneo agisce DermaPet, nel quale l'olio di ribes nero apporta acido gamma-linolenico, un Omega 6 che contribuisce al mantenimento della barriera cutanea, l'olio di canapa fornisce Omega 3 e Omega 6 in rapporto equilibrato e favorisce idratazione ed elasticità della pelle, mentre la vitamina E contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Sul versante intestinale lavora ProbioticPet Gatto, dove l'Enterococcus faecium contribuisce a ripopolare l'intestino con batteri utili, i prebiotici MOS e FOS ne favoriscono la crescita selettiva e sostengono la funzione di barriera della mucosa, e il postbiotico contribuisce a mantenere stabile l'ambiente intestinale.

Li trovi nella collezione pelo e cute.

Domande frequenti

  • Come faccio a capire se il pelo è tranciato o caduto? Osserva i peli residui: se appaiono spezzati e tutti della stessa lunghezza, il gatto se li sta tagliando leccandosi.
  • Un gatto che vive in casa può avere le pulci? Sì, e accade più spesso di quanto si creda. In un soggetto sensibile ne basta una per scatenare il prurito.
  • Quanto tempo serve per osservare miglioramenti? La cute si rinnova lentamente e il pelo deve poi ricrescere, perciò il percorso va valutato su almeno sei-otto settimane.

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