Da quando siete rientrati, il tuo cane si gratta più del solito, anche se trascorre meno tempo all’aperto e non entra quasi mai a contatto con l’erba. Può sembrare una contraddizione, ma la causa potrebbe trovarsi proprio dentro casa. Con l’arrivo dell’autunno, infatti, le finestre rimangono chiuse più a lungo e i riscaldamenti vengono riaccesi. Si crea così un ambiente favorevole alla proliferazione degli acari della polvere, che prediligono temperature intorno ai 20 °C e un’umidità relativa superiore al 70%.
Questi allergeni si accumulano sui tessuti e possono rimanere a contatto con la pelle del cane per diverse ore. La buona notizia è che tendono a concentrarsi in alcuni punti ben precisi della casa. Individuarli permette quindi di intervenire in modo mirato e ridurre l’esposizione del cane.
1. La cuccia imbottita
Il cane vi trascorre dalle dodici alle sedici ore al giorno con il corpo a contatto diretto, il che la rende il serbatoio di allergeni più importante dell'abitazione. È anche il punto che quasi nessuno lava con la frequenza necessaria.
2. Il divano dove dorme quando non ci sei
Il divano presenta lo stesso problema della cuccia, con l'aggravante che non puoi metterlo in lavatrice. Tessuto, imbottitura e incastri fra i cuscini accumulano polvere e squame cutanee, che degli acari costituiscono il nutrimento.
3. Il tappeto del soggiorno
I tappeti a pelo lungo rappresentano il substrato preferito degli acari, poiché trattengono nello stesso punto umidità, polvere e residui cutanei. Quando il prurito è ricorrente, valuta di rimuovere i tappeti dalla stanza in cui il cane trascorre più tempo.
4. I giochi in tessuto
Peluche, corde e giochi morbidi vengono tenuti in bocca, trasportati per casa e usati come cuscino, eppure quasi nessuno pensa a lavarli.
5. La camera da letto, se dorme con te
Materasso e cuscini presentano la maggiore densità di acari dell'intera casa, e se il cane dorme sul letto l'esposizione si prolunga per sette-otto ore consecutive ogni notte. Le fodere antiacaro a trama fitta su materasso e cuscini, unite al lavaggio settimanale delle lenzuola a 60 °C, riducono in misura sostanziale il carico di allergeni.
Oltre a intervenire sui cinque punti più critici, è possibile adottare due accorgimenti utili in tutti gli ambienti domestici. Il primo consiste nel tenere sotto controllo l’umidità, mantenendola tra il 40% e il 50%. Quando supera il 60%, infatti, gli acari trovano condizioni ideali per proliferare; al di sotto del 50%, invece, la loro capacità di sopravvivere diminuisce sensibilmente. Arieggiare le stanze ogni giorno, anche solo per pochi minuti, e utilizzare un deumidificatore negli ambienti più umidi può quindi fare una differenza concreta. Il secondo accorgimento riguarda il mantello del cane. Al rientro dalla passeggiata, passare delicatamente un panno umido sul pelo aiuta a rimuovere polvere e spore raccolte all’aperto, evitando che rimangano a lungo a contatto con la cute o che si disperdano negli ambienti di casa.
Quando ridurre gli acari non basta
Accade spesso che un proprietario applichi tutte queste misure e ottenga un miglioramento soltanto parziale. La spiegazione riguarda la barriera cutanea, che funziona come un muro nel quale le cellule della superficie sono i mattoni mentre i lipidi che le tengono insieme, ovvero ceramidi, colesterolo e acidi grassi, svolgono il ruolo della malta. Quando la malta si impoverisce gli allergeni penetrano con maggiore facilità, e la stessa quantità di acari produce una reazione più intensa.
Esiste poi un secondo livello, che nella nostra esperienza viene trascurato più del primo. Una quota molto ampia del tessuto immunitario dell'organismo risiede nell'intestino, e l'equilibrio del microbiota partecipa alla regolazione delle risposte infiammatorie che si esprimono sulla cute. Agire soltanto sull'ambiente significa quindi lavorare su una variabile su tre.
Per questa ragione, quando il prurito si ripresenta, un percorso doppio come la Soluzione Prurito Cane affronta il problema in modo più coerente. Sul versante cutaneo agisce DermaPet, nel quale l'olio di ribes nero apporta acido gamma-linolenico e contribuisce al mantenimento della barriera, l'olio di canapa favorisce idratazione ed elasticità grazie a un rapporto equilibrato fra Omega 3 e Omega 6, e la vitamina E contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Sul versante intestinale lavora ProbioticPet Cane, dove probiotici e prebiotici sostengono l'equilibrio del microbiota mentre il postbiotico contribuisce a mantenere stabile l'ambiente intestinale. Trovi entrambi nella collezione pelo e cute.
Domande frequenti
- Basta lavare a 40 °C? No. Gli allergeni degli acari resistono a quella temperatura, quindi serve un lavaggio a 60 °C per inattivarli.
- Come distinguo il prurito da acari da quello alimentare? Il prurito da allergeni ambientali segue di norma un andamento stagionale e interessa zampe, muso e orecchie, mentre quello alimentare si mantiene costante e spesso si accompagna a disturbi digestivi.
- I purificatori d'aria servono? Aiutano sulle particelle sospese, ma gli allergeni degli acari sono pesanti e si depositano rapidamente, quindi hanno un ruolo più importante i lavaggi e l'aspirazione.
- In quanto tempo si vedono miglioramenti? La barriera cutanea si rinnova lentamente, perciò un percorso su cute e intestino va valutato su almeno sei-otto settimane.


