Passi l'aspirapolvere il sabato mattina e il martedì successivo il divano è di nuovo coperto di peli. La scena si ripete a gennaio come a giugno, e a un certo punto ti domandi se sia normale che un cane perda pelo per dodici mesi consecutivi. Lo è, purché si capisca da cosa dipende: nel cane che vive in appartamento la muta non trova più le condizioni per concentrarsi in due periodi dell'anno, e la causa va cercata nelle luci del salotto molto prima che nella temperatura.
Il mito delle due mute stagionali
La spiegazione che circola è intuitiva. Il cane perderebbe il mantello con il caldo e lo ricostruirebbe con il freddo, come se il termometro comandasse il ricambio. Se le cose stessero davvero così, un cane che vive tutto l'anno a 21 °C non dovrebbe quasi mai fare la muta, e chiunque conviva con un cane in casa sa che non accade nulla del genere.
Quello che regola davvero il ciclo del pelo
A comandare il ciclo del pelo è il fotoperiodo, ossia il numero di ore di luce nell'arco della giornata. Il segnale viaggia dalla retina all'ipotalamo e da lì alla ghiandola pineale, che regola la produzione di melatonina: quando le giornate si accorciano la melatonina aumenta e sincronizza fra loro i follicoli piliferi.
Ogni follicolo attraversa tre fasi. Durante l'anagen il pelo cresce attivamente e si allunga. Segue il catagen, una fase di transizione breve nella quale il follicolo si retrae. Si arriva infine al telogen, la fase di riposo, al termine della quale il pelo vecchio viene spinto fuori dal nuovo che sta crescendo sotto. Dove il segnale luminoso resta netto e stagionale, migliaia di follicoli entrano in telogen nello stesso periodo e la muta si concentra in poche settimane, come accade nei cani che vivono prevalentemente all'aperto.
Cosa cambia in appartamento?
Nella vita domestica quel segnale si altera. Il cane di casa vive in una condizione di fotoperiodo artificiale, con le luci accese fino alle undici di sera, le tapparelle abbassate al mattino e mesi invernali illuminati quanto una giornata di maggio. Il contrasto stagionale che serve a sincronizzare i follicoli non arriva mai in forma abbastanza chiara.
Ne deriva quello che osservi ogni giorno. I follicoli entrano ed escono dalla fase di riposo in ordine sparso, a piccoli gruppi, lungo tutto l'anno, e la muta non scompare ma si distribuisce. Al posto di due settimane molto intense ti ritrovi una perdita moderata e costante per dodici mesi.
Il riscaldamento aggiunge un secondo effetto che va nella stessa direzione. Negli ambienti riscaldati l'aria è secca e l'umidità relativa può scendere sotto il 30%, mentre una cute disidratata produce più forfora e mantiene un film idrolipidico più fragile, ovvero quello strato sottile di grassi che protegge la superficie della pelle. A risentirne è la qualità del pelo che ricresce, non soltanto la quantità di quello che cade.
Quando la perdita non è muta
Una perdita distribuita costituisce un adattamento e non un problema, ma alcuni elementi indicano che il quadro è diverso e vanno riconosciuti:
- Il pelo cade a chiazze anziché in modo diffuso e uniforme su tutto il corpo.
- La cute sottostante appare alterata, quindi arrossata oppure ricoperta di crosticine, con forfora abbondante o con odore.
- Il cane si gratta o si lecca, e in questo caso la caduta consegue all'infiammazione e non al normale ciclo del follicolo.
- Le zone rimaste spoglie non ricrescono nell'arco di sei-otto settimane.
- Il pelo nuovo risulta più secco, opaco o sottile di quello che ha sostituito.
Quest'ultimo punto merita attenzione, perché il pelo rientra fra i primi tessuti a manifestare una carenza nutrizionale. Non essendo un tessuto vitale, quando le risorse scarseggiano l'organismo le destina altrove.
Sostenere un mantello che non si ferma mai
Se il ricambio del pelo non ha più una pausa stagionale, anche il fabbisogno dei nutrienti destinati al mantello diventa costante, a differenza di quanto accade nel cane che vive all'aperto, il quale attraversa periodi in cui il follicolo lavora meno.
La cheratina di cui il pelo è composto è una proteina, quindi per costruirla servono aminoacidi solforati, acidi grassi essenziali, vitamine del gruppo B e minerali come zinco e rame. Su questo fabbisogno interviene HairSkinPet. Gli Omega 3, nelle forme EPA e DHA, contribuiscono a mantenere l'integrità della barriera cutanea e la lucentezza del mantello. La biotina partecipa alla sintesi della cheratina e sostiene la qualità del pelo, mentre lo zinco, coinvolto nel rinnovamento cellulare della cute, favorisce una crescita regolare. Completa la formula il cardo mariano, impiegato tradizionalmente per sostenere la funzione epatica, che incide in modo indiretto ma reale sulla salute della pelle. Lo trovi nella collezione pelo e cute.
Domande frequenti
- È vero che i cani fanno la muta solo due volte all'anno? Vale per i cani che vivono all'aperto, sottoposti a un fotoperiodo naturale. Nei cani di casa la muta tende a distribuirsi lungo tutto l'anno.
- La muta continua è un problema di salute? Di per sé no, poiché rappresenta un adattamento. Diventa un segnale quando la cute appare alterata, quando la perdita è a chiazze o quando il pelo nuovo cresce di qualità peggiore.


